Fujifilm x100f

La fujifilm x100f è la quarta pedina nella scacchiera della serie x100. Uno strumento non per tutti, ma vorrei spiegarvi come mai sta cambiando (per il meglio spero) il mio modo di fotografare. Forse sarebbe più corretto dire che lo sta facendo maturare.

Specifico che questo articolo non è stato nè pagato nè commissionato da nessuno, avevo semplicemente voglia di parlarne, per comunicare la morale che insegna questo strumento.

Fujifilm x100f

Primo impatto

L’acquisto di questa “piccoletta” è stato piuttosto inaspettato. Mi ero decisa a prendere un secondo corpo che, secondo il mio ideale, doveva aiutarmi sia lavorando, che durante viaggi e momenti di famiglia. Ero orientata su qualche prodotto di casa Sony, avevo già provato una loro mirrorless in montagna, innamorandomi del sistema. Poi qualche immagine su Instagram e qualche fotografo targato Fujifilm (primo su tutti Kevin Mullins) mi hanno messo la pulce nell’orecchio. Velocemente l’occhio mi è caduto su di lei: la fujifilm x100f. Nessuna lente da cambiare (per qualcuno un pregio per qualcuno un difetto, io personalmente amo la focale equivalente a 35mm), dimensioni molto ridotte, leaf shutter, resa dei colori fuji e look spintamente vintage e…mi sono innamorata!

Quando si prende in mano si può toccare la qualità costruttiva. Corpo in metallo, stile Leica, pesante per essere così piccola, ma qualcuno preferisce così. Fin dal primo uso ho pensato “questa sì che una uno strumento di cui parlare”, ho preferito poi lasciare che l’esperienza ci cementasse per qualche mese prima di scriverne.

Fujifilm x100f

In azione

Non nascondo che, i primi usi mi hanno lasciato un pelo interdetta. Ci sono funzioni che bloccano altre funzioni (vedi flash che funziona solo con suono dell’otturatore acceso ecc.), è una macchina che va conosciuta a fondo e capita per poterla usare al meglio. Dunque via a leggere e rileggere il manuale e spulciare internet per risolvere alcuni dubbi. Pian piano è riuscita a diventare come la prosecuzione del mio occhio. Questa è la cosa più bella, credo, che un fotografo possa dire di uno strumento di lavoro -e passione-. C’è una ghiera per tutto, che la rende simile ad una macchina analogica, dopo averci preso dimestichezza si piega all’immaginazione di chi la usa, plasmando le immagini esattamente come le vorrebbe fotografare l’occhio. Un gioco da bambini 😉

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Pro e contro

I punti forti secondo me : la resa del colore (un sogno) e dei jpeg creati in camera (vogliamo parlare del set-up acros?? La gioia di intere generazioni di fotografi), la silenziosità assoluta dell’otturatore abbinata alla velocità di auto-focus (molto apprezzata durante servizi reportagistici tipo matrimonio o neonato a domicilio), l’adattabilità alle situazioni con scarsa luce senza deterioramento eccessivo delle foto fino ad alti ISO, l’ingombro ed il peso molto contenuti per la qualità delle immagini e in generale dell’esperienza di scatto. Questo la rende tra le altre cose una ottima compagna di gite in montagna e vacanza. Le mancanze: la resa in situazioni di contro luce in pieno giorno, inoltre sarebbe stato un sogno avere un display tiltabile, ma mi rendo conto che questo avrebbe comportato ingombri maggiori, sarebbe gradito un prezzo più abbordabile per i nuovi convertitori a grandangolo e 50mm equivalente, infine il grosso punto di domanda. Non ho mai rotto macchine fotografiche o lenti fin’ora, e mi aspetterei una certa resistenza agli urti visto il corpo in metallo. Forse è stata pura sfortuna, ma in vacanza mio suocero ha accidentalmente fatto scivolare la macchina dalla sedia dove era poggiata (non altitudini da capogiro dunque). La macchina è caduta sull’obbiettivo e il risultato è stato la rottura dello schermo LCD. Concederò a casa Fuji il beneficio del dubbio sulla bontà costruttiva della x100f, sperando si sia trattato di uno sfortunatisssssimo incidente.

Qualche esempio da un recente matrimonio
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La vera grande lezione che questa macchina offre, è che abbiamo a disposizione una marea di strumenti, non si tratta di trovare il più “forte” in termini di pixel ecc ecc., lo strumento migliore è solo quello che meglio si plasma sulle nostre caratteristiche e modo di concepire la fotografia. La cosa importante è come viene usato lo strumento, non, forse, quanto è costato e l’elenco delle sue caratteristiche tecniche (pur ovviamente importanti per una scelta).

Alla prossima, se avete curiosità, non esitate a commentare 🙂

N.

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