Fin da piccola ricordo aprile come il mese della primavera nel quale i campi si tramutano in mari di puntini bianchi e rosa formati dai meli in fiore, creando uno spettacolo unico. 

meli in fiore

Mi torna alla mente come un quadro impressionista moderno,  creato dalla corsa della macchina, mentre a Pasqua si andava dai nonni a Bolzano.

L’anno scorso il lockdown a molti non ha permesso di godere di questo momento dell’anno e speravo tanto di proporlo in questa primavera. Diversi clienti mi hanno detto che avrebbero preferito aspettare le maniche corte per i loro ricordi di famiglia…nessuno sapeva delle fresche e piovose settimane che si sarebbero susseguite poi!

Invece il meteo e la fioritura ci hanno permesso di creare dei ricordi bellissimi insieme.

 

Una cosa che a me, come a tanti altri colleghi fa sempre paura, è fotografare in condizioni di luce diretta e forte nelle ore centrali della giornata, ma questa è stata un’ottima occasione per superare definitivamente questo timore.

 

ritratto bambina

 

Ogni famiglia aveva a disposizione 15/20 minuti di tempo, possono sembrare pochi, ma vista l’età delle bimbe fotografate, si tratta dell’intervallo di tempo ideale! Inoltre, come ci si accorge ricevendo i provini, rimarreste sbalorditi vedendo quante fotografie si possono fare in così poco tempo 😉

 

 

Sono due i campi tra i quali mi sono mossa, in base alla luce del momento in cui fotografavo e le eventuali preferenze delle famiglie. Uno più “wild”, selvatico, come piace a me, ma con condizioni di luce non semplicissime da leggere e l’altro più scenografico ed ordinato, con un tetto naturale creato dai rami più alti.

meli in fiore

Le gallerie consegnate sono state dunque accuratamente scelte e il risultato mi ha davvero emozionata. In particolare mi ha emozionata creare un video (da quest’anno è infatti possibile scegliere il servizio foto+video per tutti i tipi di sessione) durante una delle mini sessioni:

Il processo di realizzazione di un video è entusiasmante, anche se,non lo nego, sicuramente più lungo di quello delle foto. Se le condizioni luce sono un elemento a cui porre molta attenzione mentre si scatta, girando i video questo diventa ancor più determinante. Durante la sessione si deve essere molto sensibili nel notare i momenti ed i movimenti che descrivono una persona o, in questo caso, una famiglia, il tutto dovendo passare dalla modalità foto a quella video. Si registrano le voci, delle piccole frasi. Poi in fase di montaggio si deve scegliere le riprese che, in gergo, funzionano meglio, una musica che le le accompagni e che si unisca a quella che definirei come la melodia di famiglia.

Quindi non solo immagine, ma anche movimento e rumore per rievocare un ricordo.

Ah se solo si potesse riprodurre anche i profumi che leghiamo ai ricordi!

Penso comunque di poter dire che da quando ho iniziato a studiare l’arte del videomaking e a girare video per me, la mia famiglia e per i miei clienti, credo di essere paradossalmente diventata una fotografa migliore. Sono più attenta alla racconto da sviluppare e gestisco meglio le varie situazioni che mi trovo di fronte, che cambiano ad ogni sessione, mini o normale che sia.

 

 

Tutte le foto che vedete in questo articolo sono state scattate a pochi passi dal lago di Caldonazzo, a cinque minuti di bicicletta dallo studio .

 

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